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Cenni storici:
Il Castello di Felino
Tra le valli del Parma e del Baganza, a guardia del territorio che dagli Appennini dolcemente scende verso la pianura, s’incontra un secolare maniero sospeso tra storia e leggenda: il Castello di Felino.
La storia racconta che l’origine del maniero risale all’alto Medioevo. Viene fondato nell’890 per volere del marchese Luppone e, per secoli, ospiterà cavalieri valorosi e prodi condottieri che qui arrivano per fronteggiarsi a duello o per trovare rifugio o riposo, ma anche poeti e pittori a celebrare i fasti delle corti. Dopo i secoli bui del Medioevo, segnati dalle scorribande e dai saccheggi, diventa dimora di alcune importanti casate: dai Rossi agli Sforza, dai Pallavicino ai Farnese. In quei secoli il castello diventa così sede d’intrighi di corte e d’incontri amorosi, assumendo un ruolo di primo piano nelle vicende politiche, anche grazie alla particolare posizione strategica.
Proprio nel XIV secolo, sotto il dominio della casata dei Rossi il castello conobbe il suo massimo splendore, passando da maniero difensivo a luogo di dimora signorile. Si arriva così al 1775 quando la proprietà passa ai Vescovi di Parma che, fino al 1935, la usano come luogo di villeggiatura. Tutt'oggi una delle sale più prestigiose del Castello è denominata Sala dei Vescovi.
Architettura
Il Castello di Felino reca traccia visibile delle diverse signorie che vi abitarono. Della costruzione originaria resta infatti il solo torrione ad ovest, mentre il resto fu ampliato e modificato successivamente, fino al 1483, anno in cui finì la potente dinastia dei Rossi, fautori del massimo splendore del Castello di Felino.
Dopo questa data il castello subì modifiche soprattutto all’arredamento interno, contestualmente al passaggio da fortezza difensiva a dimora nobiliare e di rappresentanza.

La struttura architettonica esterna invece mantenne le caratteristiche tipiche delle fortezze trecentesche del territorio parmense: pianta quadrangolare con quattro torrioni angolari che sovrastano le mura. Il torrione di guardia è caratterizzato da un doppio ordine di feritoie e da profondi solchi nella parte centrale, ai quali un tempo si agganciava il ponte levatoio. La torre più massiccia è il mastio, a nord ovest, che era anche il rifugio dei signori in caso di attacchi.
Il cortile d’onore è quadrangolare con un pozzo centrale, mentre sulla facciata a nord si notano tracce di una doppia serie di archi, forse resti di un’antica loggia. Inoltre nella seconda metà del XV secolo vengono aggiunti una cappella ed un oratorio dedicato a san Pietro. Alla fine del '700 la proprietà passa per quasi due secoli, ai Vescovi di Parma che lo vendettero poi a famiglie private che lo lasciarono in una situazione di abbandono e degrado.
Questo fino al 1974, quando il Castello di Felino fu acquistato dall’attuale proprietario, che lo ha completamente ristrutturato, riportandolo agli antichi splendori. L’opera di profondo e sistematico restauro è durata ben 30 anni, ed ha portato il Castello ad un perfetto stato conservativo.
Sono attualmente visitabili le antiche cucine e dispense che conservano l’originale camino ed il forno, oggi sede del Museo del salame di Felino, nato per far conoscere ed apprezzare la storia e l’essenza di quello che è stato definito il “principe dei salami”.
Tra le opere d’arte che ancora arredano gli interni, è da ammirare un affresco votivo risalente al ‘400 che ritrae la Madonna col Bambino, nota come la “Vergine del pettirosso” e una preziosa campana del 1652 forgiata per Ranuccio II Farnese, Duca di Parma e Piacenza.
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